“Imprenditori sovversivi” perché anche nelle aziende c’è bisogno di rivoluzionari.

“Imprenditori sovversivi” di Fabrizio Cotza è frutto dell’ennesima gita in libreria. Non mi stancherò mai di ripeterlo: girare a caso fa fare incontri inaspettati. I siti web con i loro cookie non fanno altro che consigliarmi libri simili a quelli che ho già letto, ma a che pro leggere sempre gli stessi autori? O gli stessi argomenti? “Imprenditori sovversivi” è uno di quei libri che fa riflettere sulla vera essenza della vita di cui il lavoro fa parte, anzi al lavoro passiamo spesso la maggior parte della nostra a vita. È utile ogni tanto fermarsi scendere dal treno e verificare se davvero stiamo andando nella direzione giusta.

Gli imprenditori sovversivi non vogliono vincere, ma vivere ed evolversi. Noi che non vogliamo adeguarci a questo mondo di “merda” per diventare mosche di successo.

Appoggiate gli attrezzi del mestiere per pensare se siete “Imprenditori Sovversivi”

Successology

Si comincia con un lungo elenco di imprese che per raggiungere e mantenere il successo sono scese a qualsiasi compromesso. Nike, Wolkswagen, Bp, Benetton e tante altre sono state travolte a vari livelli dagli scandali. L’unica della quale non sapevo non sapevo era che la Apple, ossia il suo fornitore cinese la Foxconn, ha inserito una clausola anti suicidio nel contratto di assunzione dopo che molti dei suoi dipendenti sono arrivati al suicidio non sopportando più le condizioni di lavoro. E’ questo il tipo di azienda per la quale volete lavorare?

Ma cosa è successology? Una

nuova religione basata sulla sacra Trinità dello status sociale, della popolarità e del potere, espressione dell’unica vera divinità: il successo.

In quanti hanno letto “La mucca viola”, “Chi ha spostato il mio formaggio?” o altri libri (spesso di autori americani) che spiegano come gestire l’azienda.

Viceversa “Imprenditori sovversivi” si rivolge agli imprenditori italiani, a chi

Non ha mai accettato supinamente le regole, capaci di di senso ma anche di dissenso. È soprattutto che vogliono realizzarsi in base ai valori più veri.

Anche io cerco di seguire i miei valori e quelli che cerco di portare in azienda sono  tre: economico, ambientale, sociale. Questi tre valori messi insieme costituiscono la sostenibilità. Penso di essere una delle lettrici che Cotza si aspettava!

Essere “Oltre”

Come riconoscere gli imprenditori sovversivi? Questi sono i loro tratti:

  1. oltre gli obiettivi, lo scopo
  2. oltre il successo, la realizzazione
  3. oltre la personalità, l’identità
  4. oltre la leadership, le relazioni
  5. oltre la convenienza, la coerenza

Come ci insegna Montalban, una volta fatto un primo piccolo compromesso con la propria coscienza è facile farne un altro e un altro ancora, fino a trovarsi a capo di un’associazione a delinquere, più che di un’azienda di successo.

Possiamo essere felici a prescindere dagli obiettivi? Avete mai visto la piramide di Maslow? Beh possiamo anche vederla come maturazione, si passa dai bisogni primari che abbiamo da bambini a quelli sociali, di cura, e di autostima. E’ più probabile che una persona immatura cerchi il successo e un individuo consapevole ambisca alla propria realizzazione.

Perché leggerlo

“Imprenditori sovversivi” non è un manuale, è un’inizio di riflessione. Cotza ci porta, con ironia, alla riflessione su come avere uno scopo condiviso sia il modo di rendere migliori le nostre aziende. Cotza si rivolge agli imprenditori, perché sta a loro creare la “Cultura aziendale”, ma secondo me si applica a tutti imprenditori, manager e dipendenti.

buona lettura!

 

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