Shopping compulsivo, la passione per i libri mi riempie il cervello e la casa

Shopping compulsivo, ormai non riesco a trattenermi dall’acquistare libri. Quando vado in gita o in qualche Museo, entro nel negozino di souvenir e controllo se hanno qualche libro che valga la pena di acquistare. Mi aggiro spesso per le librerie a caccia di qualche titolo che mi attragga.

Eccomi accanto alla pila di libri da leggere (in realtà non li ho messi tutti)

Che libri compro?

Gli argomenti che mi interessano sono i più vari:

Da questa lista avrete capito che è facile per me trovare un libro interessante su uno qualunque di questi argomenti.

Qualcuno mi ha chiesto quando spendo per tutti questi libri… direi che mi aggiro intorno ai 50 euro al mese, se fumassi ne spenderei molti di più! Credo che sia un buon modo di spendere, o no?

A questo punto ho bisogno del vostro aiuto, ho due domande per voi:

  1. da quale libro della pila dovrei cominciare?
  2. cosa ci faccio con tutti i libri letti? occupano metri di libreria, alcuni pensavo di tenerli per consultazione altri penso che saranno presto obsoleti, ma poi non riesco a liberarmene. Idee? Consigli?

Mi sto trasformando in accumulatrice seriale grazie a questo Shopping compulsivo, e non vorrei trovarmi con le pile di libri ovunque.

Forse potrei trasformare il camino in libreria?

Camino Libreria

Grazie per il vostro prezioso aiuto…

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2 commenti su “Shopping compulsivo, la passione per i libri mi riempie il cervello e la casa

  1. Giovanni FRUCCI il said:

    Cara Angela,

    forse non sono la persona giusta per darti le risposte che cerchi, perché ho il tuo stesso “vizio”: accumulo libri!
    In casa ho circa 2.500 titoli (più quelli scolastici ed universitari), tutti inventariati, che sono il risultato degli acquisti di tutta la famiglia (solo una delle mie figlie non è un’accanita lettrice) ; non ho più spazio ma continuo a comprare libri, forse, spendendo anche più di 50 euro al mese.
    I miei criteri d’acquisto sono differenziati.
    Innanzitutto, gli argomenti:
    – storia, fino a qualche anno fa Antico Egitto, ora medioevo e contemporanea.
    – economia, sono laureato in economia.
    – fisica, è il mio cruccio; leggo anche di quantistica ma …
    – politica, o meglio idee politiche.
    – biografie, di personaggi interessanti.
    – professione: management, ecologia (mi sono occupato per molti anni di rifiuti), compliance (un po’ noiosa, ma devo), ecc.
    Poi seguo qualche scrittore, ad esempio Carofiglio, Amin Maalouf, Maurensig, e non disdegno qualche buon giallo.
    Infine, sono di quelle persone che viene “attratto/guidato” nell’acquisto dalla copertina e dal ‘tatto’: il contatto fisico con il libro è molto importante per me. Ecco perché difficilmente compro libri con la copertina rigida e/o non uso l’e-book (che risolverebbe molti problemi di spazio!).
    In definitiva, compro molto di più di quanto sia capace di leggere, ma poco importa; trovo che questo modo di procedere sia uno dei tanti modi per essere nel mondo, per ascoltarlo e per cercare di capirlo e di capire gli altri uomini. Mia moglie, che era una poetessa, mi ha insegnato l’importanza della parola.
    Devo anche confessarti che una parte importante delle mie librerie è occupato dalla collezione (ecco l’accumulatore seriale!) di TEX: più di 350 volumetti! Come si dice qui in Toscana: “Anch’io sono un passionista”.
    Insomma, credo di essere più gravemente malato di te!
    Angela, mi raccomando non smettere di leggere e, soprattutto, continua a mantenere vivo il tuo blog che è per me fonte di conoscenza ed ispirazione all’acquisto.

    Un caro saluto

    Giovanni

    • Grazie per il tuo contributo Giovanni, anche per me il contatto fisico col libro è fonte di piacere. Non mi sento pronta agli e-book. Ho comprato anche io in passato diversi libri sulla storia. e anche romanzi storici, in particolare mi appassionavano i Fenici. Ora mi incuriosisce il Rinascimento e ho letto qualcosa in proposito ma senza troppa soddisfazione…Vorrei capire la chiave dell’innovazione. Cosa fa sì che una Corte dei Medici, un Hotel Copenaghen, fioriscano. Possiamo replicare quelle situazioni?

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