“Il ritorno delle tribù” riconoscere un problema è il primo passo verso la sua risoluzione.

“Il ritorno delle tribù” di Maurizio Molinari, è un’analisi acuta della attuale situazione mondiale. Le tribù sono definite nell’enciclopedia Treccani come un

gruppo etnico di dimensioni varie, i membri del quale parlano uno stesso linguaggio, hanno consapevolezza di costituire un organismo sociale ben determinato e politicamente coerente, e come tale riconosciuto dai gruppi vicini

Molinari analizza due gruppi “tribali” del mondo moderno: le tribù arabo-mussulmane e quelle occidentali. Queste tribù rischiano di dominare (se non dominano già) la scena politica contemporanea con le loro richieste: maggiori libertà individuali sono le richieste delle tribù arabo-mussulmane e maggiore libertà economica sono quelle delle tribù occidentali.

Orecchini scacciasogni degli indiani d’America, i simboli tribali tornano di gran moda “Il ritorno delle tribù”

Le rivolte nell’Islam

Uno dei motivi principali per cui le tribù prosperano è il fatto che abbiano qualcuno contro cui battersi. Molti degli stati Islamici Nordafricani ma anche dell’Asia sono stati costruiti a tavolino dalle potenze occidentali negli anni del colonialismo. Ora che gli stati nazionali vacillano tornano fuori le entità preesistenti: i clan e le tribù. E qualcuno, cerca di governare la situazione:

Ciò che giova a Putin in questo “grande gioco” il cui epicentro è il mediterraneo, è l’immagine di un Occidente lacerato dai disaccordi su migrazioni e terrorismo, indebolito economicamente e in ultima analisi carente di leadership perché a prevalere sono i movimenti di protesta.

Il caso di Israele viene trattato ampiamente e i suoi stessi governanti si stanno rendendo conto che per convivere:

 bisogna anzitutto creare fiducia, si è parlato in passato di confederazione anche con i giordani […] Riuscendo potremo sconfiggere, assieme, l’odio e il terrorismo.

Reuven Rivlin

“Il ritorno delle tribù” mi piace perché Molinari ha una proposta, quella di

Riunire le tribù in un foro istituzionale nel quale possono avere pari dignità e legittimità può diventare un collante strategico capace di superare le differenze di interesse, conflitti atavici e rivalità etniche.

Le disuguaglianze dell’Occidente

In Occidente le tribù chiedono uguaglianza economica. La lunga lista di chi vuole uscire dall’Europa è causata dalla mancanza di una ricetta economica per estendere ai ceti medi i benefici della globalizzazione. Le tribù vogliono distruggere lo status quo senza preoccuparsi troppo di ciò che verrà dopo. Oltre a questo c’è la mancanza di risposte ai flussi migratori.

La tribù dei bianchi di Trump:

famiglie del ceto medio flagellato dagli effetti della globalizzazione, con le roccaforti negli stati operai del Midwest e nella regione degli Appalachi, d’origine anglosassone e angloceltica, diffidente nei confronti del governo federale e portatrice di un’idea di libertà basata sul diritto alla prosperità, la tribù bianca si è sentita aggredita durante gli otto anni di presidenza Obama.

Questa è la tribù che è andata a votare forse per la prima volta e ha scelto il presidente Trump contro tutte le previsioni. Un voto di cambiamento!

Ripensare l’Europa

L’antidoto alle diseguaglianze implica una nuova formula di protezione sociale così come la risposta al terrorismo necessita di una nuova dottrina di sicurezza collettiva, l’integrazione dei migranti un patto sulla società multietnica e la crescita dell’innovazione investimenti nella formazione delle nuove generazioni.

Queste sono le politiche che, secondo Molinari, dovremo affrettarci a mettere in campo se vogliamo uscire dalla crisi.

Viceversa i leader europei non fanno niente per rispondere alle richieste delle popolazioni ma si ergono a difensori degli interessi tribali. La confederazione di stati sovrani che era l’Europa rischia di fallire.

Dall’esaltazione delle frontiere all’appello a difenderle con le armi il passo è breve

Ancora un volta la fiducia tra le nazioni viene a mancare rendendo difficile risolvere i problemi che sono di tutti.

Halo Effect” o “Effetto alone”

E’ quando le persone percepiscono di avere perduto il controllo che cercano come rifugio un’identità forte, nella convinzione che il potere possa essere fonte di sicurezza.

Purtroppo tutto questo riporta alla mia memoria il meccanismo con cui nacquero i totalitarismi in Europa al termine della I guerra mondiale. Un’alone di perfezione veniva visto intorni alle figure di Hitler e Mussolini, ci ricordiamo tutti come è andata, vero?

Oltre tutto

Il ricorso ai social network favorisce lo sviluppo di forme tribali di violenza

Il populismo e lo jiadismo vanno affrontati entrambi e separatamente. Non fare nulla è l’errore peggiore che possiamo fare, questo purtroppo è quanto accade nei partiti storici che, appunto stanno perdendo credibilità.

Chiudo con un’ennesima citazione del libro:

Sconfiggere tale minaccia, disinnescando la genesi del populismo, richiede ai leader delle democrazie avanzate di dotarsi di politiche di crescita e sviluppo capaci di sanare le disuguaglianze, aumentare il tenore di vita e in ultima istanza ridare fiducia a milioni di famiglie sul futuro dei propri figli.

Buona Lettura

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