“Napoleone e il management” imparare dalle vittorie e sconfitte di un grande condottiero

“Napoleone e il management” lezioni di gestione da uno dei più grandi condottieri.

“Napoleone e il management” è un altro libro che mi è stato consigliato da uno dei miei lettori. Jerry Manas parte dall’ascesa al potere di Napoleone, al consolidamento tramite i suoi sei principi finendo con la caduta. Da ognuna di queste fasi si possono trarre interessanti lezioni utili anche per la vita di tutti i giorni.

Napoleone è un’icona di leadership e management, a Parigi trovate i suoi adesivi ovunque!

L’ascesa

L’ascesa di Napoleone fu dovuta soprattutto alla sua capacità di ascoltare gli altri, andare tra i soldati, verificare continuamente lo stato delle cose e se i miglioramenti attesi si realizzano.

Napoleone aveva buona memoria, sfruttava la matematica per prendere decisioni basate su dati oggettivi. Se la sua visione era impopolare, Napoleone tentava di spiegarla in modo semplice agli stakeholders, mostrando quali fossero le reciproche convenienze. Lo scopo era realizzare delle soluzioni a somma diversa da zero, dove non c’era chi vince e chi perde, ma in cui tutti avevano qualcosa da guadagnare.

L’importanza della diplomazia

Uno dei motivi per cui Napoleone è arrivato così in alto è stato il suo grande sforzo di ottenere la pace con l’Inghilterra e con la Chiesa. Sapeva che la gente voleva avere la libertà di seguire il proprio culto e così fece riaprire le chiese. In questo modo riuscì a costruire il consenso dal basso. Stare tra la gente e capire quali sono i loro problemi e le richieste.

Prima di iniziare una grande battaglia Napoleone spiegava sempre ai soldati il motivo per cui combattevano e il beneficio che ne avrebbero tratto. Al termine si congratulava con loro e premiava i più valorosi.

I sei principi vincenti di Napoleone e il management

Manas riassume tutto questo nei sei principi vincenti:

  1. Esattezza
  2. Velocità
  3. Flessibilità
  4. Semplicità
  5. Carattere
  6. Forza morale

Basandovi su questi principi diventerete ottimi manager.

Ovviamente non esiste una ricetta per il successo questi principi sono necessari ma non sufficienti, ci vuole anche il “coup d’oeil” la capacità di analizzare un situazione e valutarla correttamente. Questo non si impara sui manuali ma è frutto dell’esperienza, dell’ascolto e dell’osservazione.

Studiare i progetti passati, analizzare i rischi e rivederli durante lo svolgimento del progetto: prima di ogni battaglia Napoleone raccoglieva tantissime informazioni sul nemico poi passava intere settimane a meditare sui possibili rischi.

la scienza militare consiste, innanzitutto, nel calcolare in modo accurato tutte le possibilità e, successivamente, nel riuscire a dare, nei propri calcoli, il giusto posto all’imprevisto. […] quello che per le menti comuni è un mistero, per gli uomini superiori è realtà.

e indovinate chi era la mente superiore! Usava truppe adattabili, mobilissime e sempre pronte all’azione. Poteva così spostarle e utilizzarle secondo le varie esigenze che sorgevano durante la battaglia.

Napoleone, con il suo staff e con le truppe, rimaneva calmo, soprattutto sul campo di battaglia. In questo modo trasmetteva fiducia ai suoi soldati. Era anche sempre pronto a prendersi le sue responsabilità:

Ogni comandante in capo che, a seguito di ordini superiori, affronti una battaglia nella convinzione di perderla è […] un criminale.

Sapeva inoltre motivare i propri soldati mostrando loro quale fosse il loro interesse nel raggiungere un obiettivo, piuttosto che intimorendoli con la prospettiva di una sconfitta. Infine riconosceva sempre il lavoro dei propri collaboratori, fu Napoleone ad inventare la “Legion d’onore

La caduta

Ma allora perché poi cadde? I principali motivi, secondo Manas sono:

  1. il potere: che ha portato Napoleone a sentirsi superiore, impaziente e ad isolarsi dai suoi collaboratori
  2. l’eccesso di zelo: la passione smisurata che lo portò a idee troppo ambiziose all’ossessione e all’impulsività
  3. la mancanza di leader efficaci: col crescere dell’impero Napoleone non si era preoccupato abbastanza di circondarsi di leader efficaci, trovandosi obbligato al micro-management che abbassava la fiducia dei suoi collaboratori e quindi al disordine nelle azioni.
  4. uno stile di vita non equilibrato: non dormiva a sufficienza e per questo cominciò a perdere spesso la calma, peggiorare la propria condizione fisica e arrivando a quello che comunemente si chiama burnout

Il difficile è rendersi conto di questi segnali, e infatti Napoleone non se ne accorse e finì come sappiamo.

Perché leggere Napoleone e il management

Il libro è un po’ ripetitivo, è comunque una lettura interessante che consiglio per chi aspira a guidare programmi complessi.

La cosa che mi è piaciuta di più è l’esortazione a scegliere e crescere dei buoni leader, in un’attività in crescita è fondamentale, dato che, se tutto va bene, si arriverà ad un punto in cui non potrete più fare tutto da soli. La condivisione della cultura e dei valori è fondamentale per il successo.

Buona lettura

 

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