“Le ragazze di San Frediano” ovvero come la sorellanza ci aiuta a vivere meglio e a farsi rispettare dagli uomini

“Le ragazze di San Frediano” di Vasco Pratolini è il secondo romanzo di quest’anno, come mi è stato consigliato, ho deciso di alternare la lettura di qualche romanzo ai saggi. C’è sempre da imparare anche dai classici!

Il romanzo è davvero bellissimo e un valido esempio di come le donne, unite, riescano a liberarsi dal giogo.

“Le ragazze di San Frediano” comincia con i partigiani arrivati a Firenze

Siamo nell’immediato dopoguerra e a San Frediano un certo “Bob” fa il rubacuori, irretendo le ragazze del quartiere e promettendo amore a tutte.

Finché non arriva Tosca, la mitica:

E’ una creatura che la vita dovrà ingegnarsi per riuscire ad umiliarla, e forse non ci riuscirà. Nessuno ci riuscirà, e Bob che la stava per castigare, si ricorderà a lungo della su faccina.

Tosca, come le altre, cade nella trappola di Bob e si innamora di lui, ma quando scopre che egli la tradisce con altre cinque ragazze, fa l’unica cosa che va fatta in questi casi.

La scena è tipica: ognuna spera di essere l’unica anche se sa di non esserlo, la vergogna e il senso di colpa prevalgono sul desiderio di liberarsi di Bob. E’ un po’ il “Divide et impera” degli antichi.

Spesso a noi donne viene rimproverato di non essere abbastanza solidali tra di noi. Quando una donna fa carriera le prime a dubitare delle sue capacità spesso sono proprio le colleghe donne.

Ma Tosca no, la lealtà nei confronti delle amiche e la sua indisponibilità ad essere soggiogata le fanno fare la cosa migliore: le raduna e insieme danno a Bob una lezione che non potrà dimenticare!

Perché leggerlo

Per le donne è fondamentale la sorellanza, se non ci aiutiamo tra di noi non possiamo pretendere che siano gli uomini a farlo. Credo che quando avremo capito questo allora potremo davvero essere libere anche dai nostri stessi preconcetti, sensi di colpa e frustrazioni.

Buona Lettura

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