“Una donna può tutto” le streghe della notte che terrorizzavano i nazisti

“Una donna può tutto” di Ritanna Armeni, era tra i consigli per l’estate de “il Libraio“. Attraverso la storia di Irina Rakobolskaja l’ultima delle “Streghe della notte” le “Nachthexen” …di lei gli amici ammiravano

il coraggio con cui esprime anche le opinioni più scomode, le osservazioni ironiche che non risparmiano i professori o i dirigenti politici.

Marina, una vera leader

La leader delle “streghe della notte” era Marina Raskova un’eroina dell’aviazione sovietica che aveva

La convinzione di poter fare molto e in prima persona per un mondo nuovo di giustizia e di progresso.

Per questo Marina Raskova, affrontò lo scetticismo dei colleghi maschi che non pensavano che una donna potesse pilotare un aereo. Anche nella Russia degli anni ’40 in cui le donne frequentavano le università come gli uomini e come loro lavoravano, c’erano ancora tante incombenze considerate di esclusiva maschile o femminile.

Alla fine del corso di Pilota i colleghi scettici dissero a Marina:

Dobbiamo ammettere che una donna può pilotare bene come un uomo. Una donna può tutto.

Qual è il segreto della vera leader, com’era Marina?

Resta serena, modesta, capace di grande disciplina, gentile, piena di tatto, e non alza mai la voce,  non interrompe, non punisce nessuno per rabbia o disappunto.  Le ragazze dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche  l’amano fino all’idolatria, confidano in lei.

Le ragazze subivano l’ostilità maschile, a questa risposero creando separazione dagli uomini, in modo da ritrovare se stesse insieme alle proprie simili.

La voglia di riscatto

Volevano essere migliori degli uomini che le avevano trattate con sufficienza:

Gli uomini combattevano per dovere e per questo obbedivano ciecamente agli ordini. Noi non volevamo essere uguali, volevamo essere migliori, volevamo fare di più e meglio.

Credo che questo sia valido ancora oggi, le donne spesso lavorano per scelta, per sentirsi indipendenti, a volte per aiutare il marito a portare il pane a casa, ma una donna può scegliere di stare a casa, un uomo no, verrebbe considerato uno sfaticato.

Le aviatrici si rendono conto di avercela fatta quando, dopo la morte di Marina la loro leader ed eroina, scoprono

che i tedeschi ci chiamavano streghe della notte, Nachthexen! Si può tradurre anche “maghe della notte”. Ma mi piace ci piaceva, dire streghe e pensare che ci definissero così perché non erano in grado di abbatterci.

Anche a me è capitato di essere chiamata strega, quando lavoravo alla matec e avevamo un problema con un sistema elettromagnetico di selezione degli aghi. Ci facemmo sopra un brevetto io e il mio collega Jan che mi chiamava la Strega. E devo dire che provavo una certa soddisfazione a pensare che lui, molto più anziano ed esperto di dispositivi per calzetteria di me, avesse un certo timore nei miei confronti…

Qui trovate un breve documentario in inglese su queste donne, e vedrete su quali trappole abbiano volato oltre 23000 volte!

Alcune palette di turbina aeronautica, souvenir di una gita all’Alfa Avio di Pomigliano d’Arco dei tempi dell’università. “Una donna può tutto”

Perché leggerlo

E’ un libro che si legge d’un fiato, bellissimo. Ci ho fatto l’una di notte più di una volta perché non riuscivo a riappoggiarlo sul comodino. Mi è anche venuta voglia di andare a Mosca il 2 Maggio ai giardini del Bolshoi a mezzogiorno per partecipare al raduno annuale delle streghe, chissà che un giorno non lo faccia davvero.

Buona lettura

 

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