“Noi siamo tempesta” … iniziata da una sola goccia

“Noi siamo tempesta” di Michela Murgia, bellissima raccolta di storie di persone “normali” che con una sola loro azione hanno scatenato la tempesta. La Murgia non racconta l’eroe solitario, che compie l’impresa e salva il mondo:

la storia si fa esattamente in modo inverso: nella stragrande maggioranza dei casi non sono i geni solitari a cambiarla, ma il lavoro di squadra e la condivisione dei percorsi.

Sinfonia Berlinese di liberazione

Parti del muro di Berlino usate come decorazioni a St. Christoph am Arlberg in Austria

Ricordo perfettamente il 9 novembre 1989 il giorno in cui il muro cadde. Non fu a causa del politico che si impappinò nel rispondere ad un giornalista. Fu grazie alla marea immensa di persone che si riversò in strada per attraversare quel muro di cemento:

Solo che noi a casa non ci siamo rimasti. Siamo usciti noi, sui pianerottoli a guardarci in faccia con i vicini, e non c’è stato bisogno di alcuna riunione di condominio per farci precipitare in strada e correre verso il muro. Fummo noi a chiedere alla guardia di aprire il cancello. Fummo noi, i berlinesi che stavano da una parte della Germania e quelli che stavano dall’altra, a cominciare a passare nel varco, a correrci incontro con gioia, ad abbracciarci come bambini anche se non ci conoscevamo, anche se non ci eravamo mai visti, ma era come se d’improvviso la corda che ci strangolava tutti si fosse allentata e poi sciolta, permettendoci di gridare, cantare, chiamarci l’un l’altro come non avevamo fatto prima.

“Noi siamo tempesta” immagina quel giorno. Se i berlinesi fossero rimasti a casa oggi avremmo ancora due Germanie. Tante persone normali, unite per il bene comune, hanno potuto buttare giù quel muro.

Ricordo del viaggio a Berlino con i miei figli bambini, non si cpacitavano del perché le persone non si fossero ribellate per tanti anni alla costruzione del muro. “Noi siamo tempesta”

I 300 di Leonida

Questa la storia di come Leonida conquistò la fiducia dei propri compagni di armi:

quante sono le navi ancorate al porto? ‘Fatemi arrivare la risposta nel minore tempo possibile, come se dalla velocità dipendesse la sopravvivenza di tutta Sparta’. Si trattava di correre non meno di sei chilometri, tre all’andata e tre al ritorno, e Nicandro si offrì immediatamente […] lui era di noi senza dubbio il più veloce.

Non era andato via nemmeno da un minuto quando Leonida, che era rimasto zitto mentre l’altro si offriva di fare la strada tutto da solo, disse: «Ho un’altra idea». Lo guardammo tutti, curiosi di sapere che idea migliore ci potesse essere dato che nessuno di noi era veloce come Nicandro, nemmeno lui.

«Laonte, tu sei svelto di gambe. Corri appresso a Nicandro e conta le navi». «Ma non sarò mai veloce come lui, arriverà almeno cinque minuti prima di me!» «Non devi essere veloce come lui, perché a differenza di lui non correrai la strada del ritorno».

Svelto disegnò uno schema sulla sabbia, mostrando come non fosse necessario che una sola persona facesse avanti e indietro tutto il percorso: bastava che uno contasse le navi e poi segnalasse la risposta a un compagno rimasto indietro di cento metri. […]

Ognuno di quei trecento ragazzi, dai più rapidi a quelli più lenti, si posizionò a catena lungo la linea del tragitto e quello che avvenne fu qualcosa di straordinario: Laonte, come aveva predetto, riuscì a contare le navi almeno cinque minuti dopo che Nicandro era già ripartito, ma l’informazione raccolta da lui, grazie al sistema ideato da Leonida, ci mise solo pochi minuti a tornare indietro. Da solo nessuno sarebbe stato veloce come Nicandro, insieme invece lo siamo stati di più.

L’unione fa la forza, un piccolo pesce da solo non può affrontare un grosso predatore, tutti uniti possono tenergli testa.

Perché leggerlo

I racconti di “Noi siamo tempesta” sono sedici, uno più bello dell’altro e portano alla luce storie sconosciute di persone che hanno scatenato tempeste che hanno cambiato la storia, dalla streghe della notte, al Bloosbury Group alle madri di Plaza de Mayo, agli omosessuali confinati all’isola di San Domino dal regime fascista.

“Noi siamo tempesta” è un libro da leggere e rileggere, che scatena mille emozioni.

Buona Lettura

Precedente "I bottoni di Napoleone" la storia è una questione di chimica? Successivo "Dovremmo essere tutti femministi" se vogliamo un mondo migliore!

Lascia un commento