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“Il bisogno di pensare” le domande cui cerchiamo risposte ci rendono umani?

“Il bisogno di pensare” di Vito Mancuso, tenta di rispondere a qualche domanda che assilla l’uomo da secoli: qual è l’origine della vita? Cosa ci rende umani?

La forza di gravità

Mancuso la chiama “attrazione” ed in effetti, contro il terzo principio  della termodinamica la natura mette insieme atomi, molecole, cellule per creare la vita riducendo il grado di disordine dell’universo. La gravità era anche l’ossessione di Einstein che non riuscì mai a spiegarla.

Il desiderio

Coltivarlo o annullarlo?

Non posso fare a meno di chiedermi se sia giusto desiderare, oppure se non sia preferibile l’alternativa zen e di tutte le altre scuole spirituali che mirano ad estinguere il desiderio.

Personalmente penso che il desiderio sia uno dei motori del progresso. Se tutti ci accontentassimo di ciò che abbiamo si smetterebbe di cercare il miglioramento. Intendo un desiderio non di cose materiali ma

Passione, non atarassia, ma partecipazione ai dolori del mondo, non distacco ma comunione, non indifferenza ma cura, non adeguamento al presente ma utopia che lavora per un futuro diverso.

Si utopia: credo che il desiderio “buono” sia l’utopia di vole lasciare ai propri figli un mondo migliore di quello in cui siamo. E se anche non ci riuscissi almeno potrò dire di averci provato.

Riporto una citazione di Hannah  Arendt

Coloro che non sono innamorati della bellezza  della giustizia e della sapienza sono incapaci di pensiero

I tre stadi della conoscenza

Questa parte mi ha dato grande soddisfazione, se è vero che quando leggiamo qualcosa ci restano impressi i dettagli che confermano le nostre idee e i nostri preconcetti, beh con “Il bisogno di pensare ” ho fatto tombola.

  1. Sentire: questo è facile, anche i neonati provano sensazioni
  2. Percepire: un passo in più con la mente elaboro le mie sensazioni
  3. Concepire: capisco, valuto e soprattutto decido cosa fare!

Arrivando al terzo stadio posso decidere come reagire agli stimoli esterni.

La lettura

“Il bisogno di pensare ” spiega poi l’importanza della lettura per crearsi un pensiero autonomo e libero:

La lettura deve essere al servizio del pensiero, non una sua sostituzione.  Il che significa che leggere è importante, perché senza l’incontro con i grandi libri il pensiero rimane ingenuo e poco avvertito, ma che più importante del leggere è il rileggere; e che ancora più importante del rileggere è il riflettere su quanto si è letti e riletto; è che infine la vera e propria metà è pensare, cioè elaborare un pensiero autonomo e creativo. Vale veramente ciò che pensiamo noi stessi.

Ex-libris, ho deciso di donare i miei libri alle biblioteche di Firenze, almeno loro controllano che vengano restituiti e potrò sempre consultarli quando ne avrò bisogno! “Il bisogno di penssre”

Perché leggerlo

Vale davvero la pena di riflettere sul senso della vita.  Chiudo col finale del libro:

Sorridere, sorridere anche quandonon c’è motivo per farlo, è il motivo arriverà.

Buona lettura

 

Pubblicato da angelaserra

Sono un'ingegnera aerospaziale, appassionata di innovazione e sostenibilità. Sono esperta in tecniche di riduzione costi, come Action Work Out (AWO) e TRIZ (Teoria della soluzione inventiva dei problemi), mi occupo di Turbine a Gas da circa 6 anni. Amo lavorare in gruppo, condividere e fare rete con le persone!

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