“Elogio dell’Imperfezione” di una femminista antelitteram

La vita imperfetta di una grande donna

Una vecchia tazza sbeccata – “Elogio dell imperfezione”

“Elogio del’Imperfezione” è l’autobiografia di Rita Levi Montalcini, femminista ante-litteram. Nella quale ci racconta come è arrivata al Nobel grazie alla sua totale dedizione al lavoro.

E’ la storia di una “monaca” della scienza, una donna che si è liberata dallo stereotipo che l’avrebbe voluta moglie e madre. Lei scelse di dedicare la propria vita alla sua religione: la ricerca.

La biografia parte da quando, bambina, cominciò a covare un risentimento verso i ruoli subordinati che spettavano alle donne. L’odio per  il protagonista de “Il padrone delle Ferriere” che dichiara di amare la moglie ma di volerla “Spezzare”.

Ricordo il mio odio per il padrone delle ferriere che si riteneva padrone anche della moglie, con l’approvazione degli spettatori.

L’unico modo che aveva la Montalcini di non sottomettersi ad un marito-padrone era rifiutare il matrimonio.

Si iscrisse a medicina con la cugina, nonostante il padre ritenesse la professione medica non adatta per una donna, si laureò. Tra varie traversie, tra cui leggi razziali e guerra (!), continuò le sue ricerche. Nel dopoguerra, emigrò in America per approfondire la sperimentazione.

Sotto questo punto di vista, direi, che non è cambiato molto ad oggi, l’Italia è sempre vittima della fuga dei cervelli. La biografia arriva alla fine degli anni ottanta riportando riflessioni sull’amicizia, l’imperfezione del mondo e la casualità delle scoperte scientifiche.

Perché questo libro

Dopo averlo letto, ho fatto un po’ di indagini, ed ho scoperto che la Montalcini, prima della morte, fondò una onlus  per promuovere l’istruzione delle donne in Africa.

Aiutando queste donne aiutiamo l’intera sopravvivenza del globo. Se non aiutiamo questo Continente domani ne soffriremo noi.

(Rita Levi Montalcini)

Ancora una volta lo sviluppo di una nazione che ha bisogno della crescita culturale e professionale delle donne.

Consiglio questo libro alle donne che si sentono inadeguate, imperfette, non le “wonderwoman” che talvolta ci presentano come modello.

Credo che, oggi, noi donne possiamo conciliare lavoro e famiglia. A patto di avere un compagno che divida con noi le incombenze famigliari e che accettiamo di essere madri, mogli, lavoratrici imperfette! Semmai facciamoci aiutare da una Tata, come la mitica Mary, lei si che era perfetta!

Mary Poppins praticamente perfetta sotto ogni aspetto

Come sempre non mi resta che augurarvi

Buona Lettura.


Libro donato alla Biblioteca Femminista di Firenze in Via Fiesolana 2b

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