“Come pensano gli ingegneri” siamo davvero degli sfigati?

“Come pensano gli ingegneri” di Guru Madhavan, se volete capire cosa passa per la mente del vostro amico ingegnere o della vostra amica ingegnera questo è il libro che fa per voi.

Ecco cosa pensa Google degli ingegneri, ma “Come pensano gli ingegneri”?

In tanti vedono gli ingegneri come degli sfigati, strani, noiosi, che hanno la fissazione di standardizzare tutto.

Io, ad esempio, avevo standardizzato anche la spesa settimanale, in questo modo ero rapidissima e non dovevo decidere cosa si mangiava: lunedì pollo, martedì hamburger, mercoledì bastoncini di pesce, giovedì frittata, venerdì filetti di pesce, sabato pizza e domenica minestra di verdure… comodissimo finché i figli non si sono ribellati.

Ma se non ci fossero gli ingegneri non avremmo ponti, treni e macchinari salvavita.

l’ingegneria non è soltanto lo “hardware della culture”: è un infallibile motore di crescita economica[…] Alcune innovazioni ingegneristiche rendono superfluo l’intervento umano, questo è vero; ma praticamente contribuiscono sempre a generare nuove opportunità e nuovi percorsi di sviluppo.

Come pensano gli ingegneri

Non so se siano gli anni di studio a ingegneria o una propensione innata, ma le caratteristiche fondamentali degli ingegneri io le riconosco in (quasi) tutti i miei colleghi:

  1. Vedere il modo sotto forma di struttura: se dobbiamo avviare una nuova attività /creiamo un piano, definiamo tempi e costi e solo dopo agiamo. Abbiamo la capacità di immaginare il risultato finale e da lì progettare a ritroso ciò che serve per raggiungerlo.
  2. progettiamo in presenza di vincoli, questo secondo me è talmente vero che se non abbiamo vincoli abbiamo enormi difficoltà, dobbiamo sempre avere limiti entro cui muoverci, che siano economici, spaziali o di sicurezza. E se nessuno ci impone vincoli, beh ce li imponiamo autonomamente!
  3. Cerchiamo sempre il miglior compromesso che bilanci pro e contro di una soluzione
1992 la facoltà d’ingegneria di Pisa organizza un viaggio in America, per farci conoscere il MIT, Stanford e latre università americane, Io c’ero. “Come pensano gli ingegneri”

Scienza o ingegneria?

Riporto una citazione di George Whitesides

Alla scienza interessa “tracciare una connessione di tipo meccanicistico tra il livello degli ioni e dei neurotrasmettitori e quello del requiem tedesco di Brahms”;  l’ingegneria, invece, si sforza di fornire “soluzioni pratiche in grado di stoccare volumi infiniti di carbonio, produrre energia e acqua potabile e nel tempo stesso garantire un ritorno del 30% netto sull’investimento, e tutto questo utilizzando  materiali non facili da reperire in Namibia”. La conoscenza fine a sé stessa ha una sua utilità, ma le realtà pratiche creano progresso sociale.

L’ingegneria non ha un Nobel come mai? E’ una delle discipline che migliora la vita dell’uomo, ma evidentemente siamo considerati solo dei Nerd che cercano di fare soldi!

La penicillina e l’ingegnera

A Fleming (lo scopritore), Florey e Chain (che riuscirono a sintetizzarne delle piccole quantità in laboratorio), fu conferito il premio Nobel per la Medicina o la Fisiologia nel 1945. A Margareth Hutchinson, ingegnere chimico che mise a punto un sistema di produzione su larga scala di penicillina permettendo di salvare innumerevoli vite umane, non hanno dedicato neanche una strada, questa una sua dichiarazione

“Se devo dire la verità. sono stati in pochi a prendermi sul serio quando ho cercato di essere un bravo ingegnere senza rinunciare ad essere donna

Il libro continua descrivendo altri comportamenti tipici degli ingegneri, la tendenza a copiare ma sempre migliorando, adattare, ibridare, ma la cosa che più mi ha sorpreso è scoprire che un grande mito del cinema fosse ingegnere: Alfred Hitchcock pianificava con grande attenzione i suoi film “gli uccelli”ne è un grande esempio. Fino ad oggi sapevo solo di Elio (delle storie tese) Mr Bean e di Luciano De Crescenzo.

Perché leggerlo

L’ingegneria può contribuire a risolvere molti problemi di ordine sociale ma non tutti. [..] dovrà imparare a comprendere meglio le sottigliezze del comportamento umano. Dovrà allargare il proprio campo visivo arricchendosi del potenziale visionario, della saggezza e della creatività delle arti, dei saperi umanistici, delle scienze e della filosofia.

Anche noi ingegneri dobbiamo ripensare il nostro ruolo nella società.

Buona lettura!

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