“La fine della ragione” affidarsi alla scienza o al popolo?

“La fine della ragione” è un bellissimo fumetto che mostra un possibile futuro dopo la sconfitta di “BigPharma”.

Anche io sono una finanziatrice di “Big Pharma” – La fine della ragione

Ho sempre letto molto, e non ho mai abbandonato questa abitudine, c’è però un genere che, negli ultimi vent’anni  ho un po’ snobbato: i fumetti. Nell’era del visuale credo di dover dare spazio anche a questa forma di comunicazione.

“La fine della ragione” mi ha fatto riflettere su un possibile futuro in cui lo studio, la cultura, l’affidarsi agli esperti che hanno studiato e continuano a studiare e ricercare sono banditi. Proprio così: immaginiamo un domani in cui è vietato studiare. Qualcuno sul momento potrebbe esultare, pensiamo alle conseguenze di una scelta simile.

La lettura è davvero semplice, volendo potete leggere solo le parole in rosso e così in brevissimo tempo arrivare alla fine. Godetevi le illustrazioni.

La storia

Una madre si oppone al sistema e tenta di salvare la figlia ammalata andando a consultare uno scienziato. Contro il volere della comunità che proponeva di tentare con fiori di Bach e Oscillococcinum.

Potrei proporlo come testo di approfondimento per tutti gli scettici della scienza. L’ironia con cui l’argomento viene presentato forse però non sarebbe capita.

Gli scienziati

Complimenti a Roberto Recchioni per il modo in cui ci mostra gli scienziati. Si sono ritirati a fare le loro ricerche sotto una montagna (Il Gran Sasso?) e non vogliono più avere a che fare col popolo ignorante. In particolare il giovedì perché vogliono giocare a canasta! Tra l’altro c’è anche una citazione del mitico dott. Peter Venkman:

Sacrifici umani, cani e gatti che vivono insieme! Masse isteriche!

Perché leggerlo

Oltre ad essere interessante è anche bello da vedere, complimenti all’autore che con pochi tratti ricrea atmosfere da “Sette samurai”.

Buona lettura

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