“Hotel Copenaghen” Niels Bohr e il magico potere dell’accoglienza

“Hotel Copenaghen” è l’ultima fatica della fantastica Gabriella Greison, fisica e divulgatrice d’eccezione che ha scatenato la mia passione per la fisica quantistica con l’incredibile cena dei fisici quantistici.

Nel libro sono due donne a raccontare: la moglie di Bohr e la sua cuoca. E’ un romanzo davvero appassionante che ci fa osservare i fisici quantistici nel loro “habitat”.

Sapevate che i fisici adorano giocare con i trenini? Hotel Copenaghen

Hotel Copenaghen era la casa di Niels Bohr, in cui il fisico accoglieva le più importanti menti bel tempo, novella scuola di Atene o Corte dei Medici. L’apertura di Bohr alla discussione e alla condivisione fece si che tante idee e teorie geniali potessero nascere e fiorire. Oggi quali scuole, quali mecenati sono impegnati in questo senso? Circondarsi di persone intelligenti, curiose e sagge è la chiave per migliorare:

Di una cosa ero certa: l’intelligenza, la conoscenza, la saggezza sono contagiose. Se stai con persone intelligenti e sagge, lo diventi pure tu.

Come ha fatto un uomo solo Niels Bohr a far fiorire i più importanti premi Nobel?

La sua forza era la capacità di confronto e di mettersi in discussione. Si circondava di allievi, dottorandi, fisici che potessero tenergli testa, e da cui imparava lui stesso.

Bohr accettava di sbagliare, per lui era importante discutere e che ognuno potesse dire la sua opinione.

Der Kopenhagener Geist lo spirito di Copenaghen

Anche se lo stesso Bohr sosteneva che “chi pensa di aver capito la fisica quantistica non ha capito niente“, io sto comunque tentando di trovare un bandolo, qui i quattro fattori alla base dello spirito di Copenaghen

  1. il principio di indeterminazione di Heisenberg (non posso misurare la velocità di un’oggetto e la sua posizione contemporaneamente)
  2. l’idea di Bohr per cui un sistema è influenzato dall’osservatore
  3. gli effetti quantistici sono di natura probabilistica (la funzione d’onda di Shrodinger c’entra qualcosa qui…)
  4. la complementarietà (dualismo tra natura corpuscolare e ondulatoria della luce)

Vabbè, a parte i miei tentativi di approfondire la materia, sullo sfondo del romanzo c’è la seconda guerra mondiale, con l’occupazione nazista della Danimarca, e la Carlsberg che ha messo a disposizione del grande Bohr l’Hotel Copenaghen.

La Fisica e Dio

Uno degli argomenti di discussione era il fatto che esistesse o meno un’entità superiore, in qualche modo i fisici erano anche filosofi

Chiunque sia veramente impegnato nel lavoro scientifico si convince che le leggi della natura manifestano l’esistenza di uno Spirito immensamente superiore a quello dell’uomo, e di fronte al quale noi con le nostre modeste facoltà dobbiamo essere umili

Lettera di Einstein a Bohr

Perché leggerlo

E’ un fantastico romanzo, non resterete delusi, io l’ho finito in un paio di giorni!

Da leggere assolutamente

Buona lettura

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