“Federico Faggin – Il padre del microprocessore” cervello in fuga dall’Italia

Federico Faggin è uno dei più grandi uomini nel campo dell’informatica. Tanti dicono che l’Italia ha perso l’opportunità di partecipare alla 3° rivoluzione industriale, quella appunto informatica. Federico Faggin avrebbe potuto fare la differenza restando in Italia.

Nato a Vicenza nel 1941 Federico Faggin aveva un grande interesse per l’aeronautica, fu per un caso che finì a studiare telecomunicazioni. Si iscrisse all’istituto tecnico per diventare perito aeronautico. Purtroppo poco dopo l’inizio della scuola scoprì che quell’indirizzo era stato soppresso.

Una paletta di turbo-jet che mi fu regalata quando con l’università andammo in gita all’AlfaAvio di Pomigliano d’Arco (~1992). Anche io come Faggin ero incuriosita dalla meccanica del volo.

Federico Faggin era un brillante nel 1961 viene assunto alla Olivetti per lavorare sul primo computer dell’azienda la Calcolatrice Elettronica Pisana. Per un caso fortuito si trova a dover progettare senza supervisore e così fa: progetta e realizza un computer con ben 150 schede! Quell’anno in Italia cambiano la legge e danno l’opportunità di iscriversi all’Università anche ai periti industriali. Federico non se lo fa ripetere due volte: lascia l’Olivetti e si iscrive alla facoltà di fisica. Così comincia la storia di Federico Faggin.

Non voglio raccontarvi la sua biografia, per quella leggetevi il libro, penso però che una riflessione sia d’obbligo.

La ricerca scientifica in Italia

L’ambiente universitario italiano lo sappiamo, spesso non è dei migliori: i fondi non ci sono e, quando ci sono, non vengono spesi facilmente o non nei progetti migliori.

Rita Levi Montalcini è un’altro cervello che è dovuto andare negli stati uniti per poter esprimere il proprio potenziale.

Faggin dice al suo ex capo in Olivetti:

Qui all’università mi comincio ad annoiare vi servirebbe una mano in azienda?

Anche in Olivetti resta poco tempo, si rende conto che le aziende della Silicon Valley sono molto più avanti e apprezzano il suo genio molto di più.

Il Genio di Federico Faggin esplode in America

In America Faggin trova davvero la terra delle opportunità, passa  da essere dipendente a fondatore di grandi aziende, realizza il primo microprocessore, il touchpad ed il touch screen.

Difficilmente avrebbe potuto svolgere in Italia queste attività. Le opportunità arrivano grazie ai “mecenati”: le società americane di “Venture capital” che come un Lorenzo de’ Medici degli anni ’60 finanziano le imprese più promettenti.

Ed ora?

Federico Faggin non ha ancora smesso di innovare, con la Fondazione Federico ed Elvia Faggin si occupa di studiare la coscienza, la consapevolezza, gli intrecci tra la mente e la quantistica. Il cosiddetto “Entaglement quantistico” o “paradosso EPR” o “teorema di Bell“. Come sempre il potere della mente supera l’immaginazione.

Perché leggerlo?

Credo che sia utile per capire la fatica che Faggin ha dovuto fare per arrivare a questi eccelsi risultati. Il libro non è di facile lettura, pieno com’è di formule e esempi di circuiti, mi è sembrato di essere tornata ai tempi dell’esame di Elettronica Applicata.

Buona Lettura

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