“Come diventare vivi”, nutrire la mente costruendo connessioni

“Come diventare vivi” l’ho ricevuto per Natale. Scritto da Giuseppe Montesano, è una “guida per lettori selvaggi”. Il libro è di 188 pagine e scorre davvero velocemente.

Liberare la mente

Per chi conosce le tecniche di innovazione è noto che

La nostra mente è prigioniera di pensieri già pensati che noi imitiamo senza nemmeno provare a ripensarli: e anche le letture fatte ci occupano la testa come tavole della legge divenute lapidi

Costruiamo il nostro modo di pensare sulla base delle esperienze fatte fino ai 12-14 anni quando abbiamo il picco di creatività. Poi non facciamo altro che cercare conferme di ciò che già sappiamo.

Una delle tante curve della creatività, per molti il picco è a 14 anni, il secondo picco spesso è la pensione!

Le tecniche di supporto all’innovazione servono proprio a stimolare le persone a pensare fuori dai loro schemi. Se siete mai stati parte di un workshop di TRIZ o di VAVE sapete di cosa parlo.

“Come diventare vivi” traccia un ritratto abbastanza fosco della nostra società parlando di

analfabeti funzionali che sono anche analfabeti emotivi e mentali […] adolescenti di buona famiglia riuniti in una massa di morti viventi stuprano una ragazzina e la irridono su Facebook, in un “gioco” senza empatia in cui risuona la voce della massa primordiale che giustizia il capro espiatorio innocente per alleviare la propria ottusa infelicità

Per fortuna non tutti arrivano a questi orribili eccessi, ma quante persone si sentono in diritto di attaccare gli altri sui social per una foto, un’opinione espressa? Senza la vista della reazione dell’altro in tanti non sono in grado di calibrare i propri “interventi”. La gogna mediatica è accessibile a tutti.

Il teknikotate e il farmaco della conoscenza

Qui mi sento davvero sotto accusa in prima persona. Montesano riporta un dialogo di Platone, il Fedro, in cui

un teknikotate,un esperto di tecniche inventore del calcolo e della geometria e abile nel costruire strumenti per potenziare l’intelligenza […] quella tecnica produrrà dimenticanza nelle menti di quanti la impareranno perché non eserciteranno più la memoria

Montesano dice che il lavoro abbrutisce, spero che ci si riferisca al lavoro ripetitivo del burocrate o di chi si trova alle catene di montaggio o alla scritta “il lavoro rende liberi” che si trova sul cancello di Auschwitz. Per la mia esperienza quando si ha a che fare con le persone è sempre possibile avere un rapporto umano empatico, ma bisogna volerlo.

L’esperimento

“Come diventare vivi” propone poi un esperimento: leggere una poesia, un’opera di un maestro come Musil, Brecht o Pirandello.

leggiamola zittendo per qualche minuto il rumore della chiacchiera di massa, e scopriamo che cosa può fare la nostra energia emotiva e cognitiva decifrando le parole di un maestro.

Poi Montesano tenta di guidarci in questa esperienza per me, che sono una teknikotate, quasi extrasensoriale. La stessa cosa può essere fatta osservando la bellezza di un’opera d’arte o della natura, e qui mi sento più portata…

Coltivare il giardino può essere un esercizio su “Come diventare vivi”?

Montesano riporta infine una lista di libri che consiglia per esercitare la propria mente all’empatia e alla creativa. Ho preso nota e, come già mi è stato consigliato, leggerò anche qualcuno di questi capolavori.

Come sempre vi auguro

Buona lettura

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